In senso lato, siamo tutti un po' xenofobi: è la natura umana, forse non solo quella umana.
La xenofobia è la 'paura dello straniero', inteso non solo in termini di nazionalità, ma anche di cultura. In generale, direi che la paura dello straniero è una derivazione della paura del diverso. È naturale avere paura del diverso, tutti ce la abbiamo, almeno un pochino. Si tratta di evoluzione. Ciò che è "normale", che siamo abituati a vedere, sentire, percepire, averci a che fare, è molto rassicurante, perché lo conosciamo, sappiamo come comportarci. Certo, ci può essere anche la curiosità verso il nuovo, però entro certi limiti. Prendiamo ad esempio un fungo. Se lo conosci, allora lo raccogli e lo mangi. Ma se non lo conosci, nel dubbio lo lasci lì. Con i funghi è semplice, con le persone la questione si complica un po'. Ad esempio, in genere, le persone non sono velenose.
Quando dico "paura del diverso", non mi riferisco solo al colore della pelle o a come uno si veste. Poniamo che in una popolazione dove tutti hanno gli occhi scuri arrivi per la prima volta uno con gli occhi azzurri. Sicuramente susciterà molta più attenzione. Per strada la gente si girerebbe per guardarlo. Alcuni magari saranno in soggezione, altri lo tratteranno con disprezzo. Probabilmente, l'uomo con gli occhi azzurri avrà anche un modo di comportarsi e di pensare diverso dagli altri (un po' come tutti, del resto), e quel particolare modo, con molta probabilità, verrà associato al suo avere gli occhi azzurri. Se un giorno dovesse arrivare un altro tizio con gli occhi azzurri, ci si aspetterà che abbia dei tratti comportamentali simili al primo. Questo perché la mente umana tende a semplificare la realtà che osserva: è una cosa necessaria, che ci fa risparmiare un sacco di tempo ma, soprattutto, ci siamo evoluti in questo modo, usando pregiudizi e preconcetti, a volte sbagliati, ma che su larga scala si sono rivelati tutto sommato utili.
Il punto cruciale, quindi, è che se uno non ha mai avuto a che fare con una persona di una cultura diversa, di primo acchito potrebbe essere anche solo leggermente intimorito, non saper cosa dire, come comportarsi. Potrebbe comportarsi come fa con tutti gli altri, ma non è sicuro di come potrebbe reagire. Per questo, a mio avviso, molti pensano che sia più pratico non aver niente a che fare con uno straniero. Meglio che non ci siano proprio.
Ma questo è un ragionamento sbagliato: è un po come non uscire di casa per paura di fare un incidente in macchina, quando in Europa gli incidenti domestici uccidono il doppio di quelli stradali. Solo che gli incidenti stradali sono molto più impressionanti, e forse compaiono più spesso nelle notizie di cronaca, con tanto di foto di macchine accartocciate, e quindi abbiamo la convinzione che andare in giro in macchina sia più pericoloso che stare in casa a fare i mestieri.
Quindi, se si incontra per la prima volta uno "straniero", qualcuno di diverso da noi, credo che sia normale provare un po' di paura. Ma con un po' più di istruzione e informazioni, è possibile vincere questa paura e relazionarci tutti quanti in modo migliore.